Project Description

FABBRICHE DI STORIE
PERCORSI NARRATI ALLE GALLERIE DEGLI UFFIZI

Gallerie degli Uffizi, Firenze, progetto in corso

Così ho scelto questa tavola, o lei ha scelto me, perché in fondo sono le opere che fanno da specchio alle nostre emozioni, ci assomigliano, ci chiamano a intrecciare la nostra storia con la loro.

Fabiana Bianchini, operatrice del museo

“Fabbriche di Storie” è un progetto dell’Area Mediazione culturale e accessibilità delle Gallerie degli Uffizi, a cura di Simona Bodo e Maria Grazia Panigada.

Un titolo che richiama la “fabbrica vasariana”, per arricchirla di nuovi significati: il museo come un inesauribile “cantiere” di storie – non solo quelle che le opere ci raccontano, ma quelle che riaffiorano in noi quando ci diamo abbastanza tempo per guardarle, interrogarle, arricchirle di nuovi significati e risonanze.

I narratori di Fabbriche di Storie sono persone con esperienze molto diverse: 4 operatori del museo e 8 cittadini fiorentini di origine immigrata.

La scelta di coinvolgere questi ultimi amplifica le potenzialità narrative del progetto, perché favorisce l’intreccio fra saperi e vissuti diversi: lo sguardo di chi proviene “da altrove” getta una luce nuova sulle cose che a noi possono sembrare più ovvie o talvolta obsolete, oltre a dimostrare nel concreto quanto le opere degli Uffizi possano parlare, ancora oggi, a ciascuno di noi.

La scelta di lavorare anche con alcuni operatori del Museo, d’altra parte, non è solo finalizzata ad  arricchirne la professionalità, ma rispecchia un impegno degli Uffizi a creare una comunità interpretativa eterogenea, allargata e inclusiva.

Non va infatti dimenticato che sia i “nuovi cittadini” che gli operatori museali sono stati coinvolti innanzitutto come persone in grado di arricchire le opere d’arte di significati attraverso il loro vissuto e il loro sguardo.

Foto di Maria Grazia Panigada

Il punto di approdo del progetto è la creazione di un audio-percorso articolato in 12 narrazioni, in cui la storia delle opere si intreccia a racconti personali che toccano temi universali: dalla famiglia all’amicizia, dalla preghiera al viaggio.

Nella versione italiana, le voci narranti sono affidate a grandi attori e attrici del teatro italiano: Marco Baliani, Micaela Casalboni, Lella Costa, Laura Curino, Lucilla Giagnoni, Giulia Lazzarini, Marco Martinelli e Emma Montanari, Maria Paiato, Marco Paolini, Ottavia Piccolo, Paola Roscioli, Arianna Scommegna.

Le versioni in lingua madre, invece, sono interpretate dagli stessi autori delle narrazioni che provengono da altri Paesi (Egitto, Marocco, Benin, Iran, Cina e Perù).

L’audio-percorso è disponibile sul sito degli Uffizi con tre diverse modalità di accesso:

nonché sulle maggiori piattaforme di podcasting: Spotify, Anchor, Google Podcast e Apple Podcast.

Vai alla scheda di progetto dettagliata sul sito “Patrimonio e Intercultura”

Guarda il video “Allegoria Sacra” di Giovanni Bellini

Guarda il video “Primavera” di Sandro Botticelli

Qualche estratto dalle narrazioni

Nelle tre lunette della cornice del dipinto possiamo seguire il corteo dei Magi.
A sinistra, i tre saggi, vestiti d’oro, contemplano la stella dalla cima di un monte a picco sul mare.
Mi chiedo: è possibile che, nonostante le vesti preziose, anche loro abbiano provato lo smarrimento, l’incertezza del viaggio? Che, nonostante lo sfarzoso corteo, si siano sentiti soli?
Che, una volta giunti a destinazione, abbiano sentito nostalgia di casa?

Dalla narrazione di Zeinab Kabil sull’Adorazione dei Magi di Gentile Fabriano, 1423

Le mani restano in uno spazio di sospensione, come in attesa.
L’angelo è arrivato da poco. Il suo velo leggero sembra attraversato da un soffio d’aria. Come il concepimento, come la vita: un soffio, un respiro. […] L’angelo sta guardando Maria, che invece guarda in basso; quello di lei è uno sguardo rivolto all’interno, come se si stesse ascoltando, stesse ascoltando il battito del cuore. Una mano dice “aspetta”, l’altra è all’altezza del cuore. Per accogliere una notizia ci vuole tempo, è il tempo che ci dà la capacità di assorbire le emozioni, di comprenderle.
L’annuncio modifica la Madonna, la vita cambia con un figlio.

Dalla narrazione di Fabiana Bianchini sulla Annunciazione di Cestello e Cristo in Pietà di Sandro Botticelli, 1489-90

Una mano sulla spalla dà conforto, anche se piccola, sottile e apparentemente fragile. Esprime fiducia e vicinanza, forza attraverso il contatto, almeno nelle intenzioni.
Qui, davanti a questa visione celeste, lo sguardo, il mio sguardo, è spinto dal basso verso l’alto e viceversa, questa duplice maternità è racchiusa tutta in questa linea verticale che segna un passaggio generazionale: affetto, protezione, solidarietà, fiducia, coraggio, dall’una all’altra fino al piccolo sulle ginocchia della madre, ma non è una trasmissione fatta di parole, quanto di gesti e di presenza, è un legame forte ma gentile.

Dalla narrazione Silvia Barlacchi sulla Sant’Anna Metterza di Masolino e Masaccio, 1424-1425 c.

Stavo osservando l’oscillare dei miei piedi nel vuoto, quando sentii un rombo provenire dall’altro lato della collina. Alzai la testa di scatto e fissai il mio sguardo sull’orizzonte. Il rumore si intensificava ad ogni attimo, quando, da una nuvola di polvere, comparve il galoppo frastornante e sconnesso di un centauro.

Dalla narrazione di Sofia Kossiwa Sessou su Pallade e il Centauro di Sandro Botticelli, 1480-1485 c.
Foto di Simona Bodo
Foto di Simona Bodo
Foto di Maria Grazia Panigada
Foto di Maria Grazia Panigada

PARTNER DI PROGETTO

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Vedi la rassegna stampa dedicata al progetto